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In vista delle prossime tornate elettorali amministrative, vorrei caldamente ricordare a tutti i candidati sindaco d’Italia, prima che si sbilancino in improbabili promesse sulla sicurezza delle rispettive città e su fantasmagoriche soluzioni in loro possesso – promesse e soluzioni puntualmente destinate a far rimediare magre figuracce -, che la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica è una competenza esclusiva dello STATO, che vi provvede a mezzo delle sue Forze di polizia (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza).
Quindi evitare di fare credere agli elettori che una volta eletti eletti Sindaco ci si trasformerà subito in “Questori”, che si daranno ordini precisi a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che si convocheranno tavoli tecnici in Comune con le Forze di Polizia dello Stato per disporre misure sull’ordine e la sicurezza pubblica, che il Comune farà presidiare ogni angolo di strada o rimpatriare gli immigrati irregolari o chiudere in carcere gli spacciatori buttando via le chiavi, ecc. ecc., perché nulla di tutto questo potrà essere fatto da parte del Comune.
Il PREFETTO (e non il Sindaco) ha la responsabilità generale dell’ordine e della sicurezza pubblica. Assicura unità di indirizzo e coordinamento dei compiti e delle attività degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza nella provincia, promuovendo le misure occorrenti. A tali fini il Prefetto deve essere tempestivamente informato dal Questore e dai comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza su quanto comunque abbia attinenza con l’ordine e la sicurezza pubblica nella provincia. (art. 13. L. n. 121/81).
Poi viene il QUESTORE (quello vero e non il Sindaco), il quale ha la direzione, la responsabilità e il coordinamento, a livello tecnico operativo, dei servizi di ordine e di sicurezza pubblica nelle città (art. 14. L. n. 121/81).
I Corpi e i Servizi di Polizia Locale sono organi “ausiliari” di pubblica sicurezza (artt. 3 e 5, L. n. 65/1986), e partecipano alle operazioni di sicurezza pubblica solo e esclusivamente nella misura in cui PREFETTO e QUESTORE lo ritengano opportuno e lo richiedano, per iscritto, al Sindaco.
Quotidianamente ogni singolo operatore di polizia locale, se in possesso di decreto prefettizio, è “agente di pubblica sicurezza” a pieno titolo, per il solo svolgimento delle personali attività di controllo del territorio e per essere messo eventualmente a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza per specifiche operazioni, secondo le intese intercorse tra Prefetto e Sindaco.
I Sindaci possono stipulare con la Prefettura dei “Piani integrati di sicurezza della Città”, cioè dei protocolli subordinati con lo Stato.
Nella quasi totalità dei casi, in forza di tali Piani, la Polizia Locale viene chiamata a collaborare semplicemente per “rilevare incidenti” e per assolvere altri compiti istituzionali di differente importanza, affinché Polizia di Stato e Carabinieri siano alleggeriti su questo fronte, per meglio occuparsi di ordine e sicurezza pubblica e della prevenzione e della repressione dei reati in tal senso.
Lo STATO, infatti, tende a negare (o ad ostacolare fortemente) alla Polizia Locale la dotazione di strumenti di lavoro tipici della sicurezza pubblica (es. Taser, oppure l’AFIS, tecnologia per il controllo delle impronte digitali agli immigrati e lo SDI, strumentazione per il controllo delle persone sospette), affermando che ad essa non servono perché preposta ad altri controlli.
Ogni singolo operatore di Polizia Locale nel quotidiano non è, né rimane inesistente alle tematiche della sicurezza pubblica. Vorrebbe fare anche di più, ma deve limitarsi ai compiti che lo STATO ha previsto per lui, compresa la sicurezza pubblica, ma sempre e solo nei limiti tracciati dallo STATO.
E quell’operatore lo fa di suo – Sindaco o non Sindaco – con enorme sacrificio, rischiando del proprio vista l’assenza di strumenti, di dotazioni e di tutele a causa di leggi sempre più restrittive che lo STATO riserva ai dipendenti dei Comuni.
Ecco allora cosa può fare di suo il Sindaco di un Comune (promesse elettorali):
A) Investire massicciamente sulla videosorveglianza, la quale oggi offre soluzioni incredibili per il controllo del crimine come per esempio i dispositivi di lettura targa, di riconoscimento di veicoli, volti e situazioni a rischio.
B) Investire sulla illuminazione, sulla pulizia e sulla manutenzione dei luoghi pubblici per renderli sempre belli, puliti e fruibili evitando il degrado e il radicarsi di situazioni illecite.
C) Assumere agenti di Polizia Locale anziché inutili impiegati d’ufficio, per accrescere la presenza delle uniformi sul territorio e con essa assicurare maggiori controlli per la prevenzione – dicasi prevenzione – delle situazioni a rischio e quindi accrescere i livelli di sicurezza percepita.
D) Mettere da parte i campanilismi con lo scopo di unificare su base territoriale più corpi di Polizia Locale, le rispettive risorse umane e strumentali, realizzando forti economie di scala, dei gruppi adeguati di lavoro e sinergie operative per fare “massa critica”, anche in quei luoghi ove l’unico agente in servizio non riuscirebbe neppure a chiedere i documenti o a fermare una persona sospetta che passa per la strada (sei agenti nel Comune A + tre agenti nel Comune B + un agente nel Comune C + nove agenti nel Comune D = diciannove agenti e quattro veicoli di servizio su quattro Comuni, più economie di scala in acquisti, servizi e forniture).
E) Acquistare attrezzature di Polizia Locale per affrontare con efficacia ogni possibile situazione.
F) Realizzare adeguate modalità di “sicurezza di comunità” anche attraverso siti web e App dedicate per moltiplicare gli occhi di controllo sulla città, assicurando efficaci forme di protezione dei privati cittadini che volontariamente vi partecipano.
G) Organizzare riunioni nei quartieri per meglio registrarne le criticità.
H) Emanare con coraggio misure di prevenzione per colpire drasticamente le attività economiche che creano turbativa per l’ordine pubblico (es. riducendo loro gli orari di apertura, o in caso di violazioni sull’occupazione degli spazi pubblici ordinando come sanzione accessoria la sospensione dell’attività per brevi periodi di tempo, ecc.).
I) Farsi parti diligenti con Prefetto e Questore segnalando situazioni particolari registrate sul territorio.

Buona campagna elettorale a tutti.

LUCA MONTANARI

Proprietà letteraria riservata